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Cataratta: quali i primi sintomi di avvisaglia

Una delle patologie più comuni in età avanzata è la cataratta, per cui è importantissimo saper riconoscere le prime avvisaglie. 

Si tratta di una progressiva opacizzazione del cristallino che da sintomi molto ben specifici, che è possibile individuare facilmente.

Occhi donna anziana - Fonte AdobeStock
Occhi donna anziana – Fonte AdobeStock

La cataratta è una patologia estremamente comune tra i soggetti in età avanzata – vi sarà capitato sicuramente di sentire nonni, genitori i zii parlarne – che colpisce il cristallino opacizzandolo. Presenta dei sintomi piuttosto specifici che possono aiutarci a capire quando è il caso di fare una visita di controllo.

Cataratta, quali sono i sintomi più comuni

Per capire cos’è la cataratta e cosa comporta possiamo paragonare l’occhio ad una macchina fotografica. La lente di quest’ultima mette a fuoco l’immagine e la trasmette sulla pellicola e, allo stesso modo, cornea e cristallino ci aiutano a mettere a fuoco ciò che guardiamo e inviare il segnale alla retina.

Esame della vista - Fonte AdobeStock
Esame della vista – Fonte AdobeStock

Quando la lente si opacizza la luce ovviamente passerà in misura ridotta (e dunque insufficiente; allo stesso modo se il cristallino si “rovina” a causa della cataratta la vista risulterà appannata e nebbiosa.

I sintomi più comuni sono infatti problemi visivi con le luci (con aloni attorno alle fonti di luce come le lampade), visione annebbiata o sfuocata, visione alterata dei colori, vista sdoppiata e necessità di cambiare spesso gli occhiali. Fortunatamente si può procedere con l’operazione in questi casi, di cui vogliamo parlarvi di seguito.

Operazione alla cataratta: come si effettua e cosa comporta

Solitamente l’intervento alla cataratta viene effettuato solo quando la patologia rende impossibile lo svolgimento delle attività più comuni e – nel caso si presenti ad entrambi gli occhi – si procederà con un due sedute distinte.

Visita oculistica - Fonte AdobeStock
Visita oculistica – Fonte AdobeStock

Si tratta comunque di un’operazione ormai comunissima, sicura ed efficace; si stima infatti che circa il 90% delle persone operate ha ottenuto un grande beneficio ed è tornato a vedere bene.

Il processo prevede che il cristallino sia avvolto in una capsula trasparente e poi rimosso dal chirurgo per poi essere sostituito con una lente intraoculare – ma in alternativa si può utilizzare una lente a contatto o gli occhiali (ma sono casi decisamente meno frequenti). Prima dell’operazione vengono effettuati diversi esami per avere tutte le misure necessarie all’intervento, come la curvatura della cornea e la lunghezza dell’occhio per poter “installare” la lente su menzionata.