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Cancro al colon: il tumore che si può prevenire per tempo

Esistono screening molto specifici nel caso del cancro al colon, non a caso oggi si considera un tumore che si può prevenire per tempo.

La campagna di sensibilizzazione per questa malattia è ad oggi molto forte proprio perché è possibile prenderla in tempo ed evitare pesanti conseguenze.

Donna che si tocca l'addome - Fonte AdobeStock
Donna che si tocca l’addome – Fonte AdobeStock

Ad oggi il tumore del colon retto è uno dei più diffusi nella popolazione – si stima che nel nostro paese sia al terzo posto per gli uomini e al secondo per le donne in quanto a diffusione.

Nella maggior parte dei casi però è possibile prenderlo in tempo, ma è ovviamente importantissimo fare prevenzione ed effettuare costanti screening superata una certa soglia d’età.

Cancro al colon, perché fare screening regolari

Sembra banale sottolineare l’importanza dello screening per le patologie, ma nel caso del cancro al colon è particolarmente essenziale sottolinearne l’utilità. La maggior parte dei tumori originati in questa zona infatti inizia con formazioni intestinali (detti polipi) che all’inizio hanno natura benigna.

Tumore al colon - Fonte AdobeStock
Tumore al colon – Fonte AdobeStock

Se ignorati o comunque sottovalutati, però, questa formazioni possono subire delle mutazioni genetiche e nel giro di 10-15 anni possono anche diventare maligni – quindi veri e propri tumori al colon-retto.

Va sottolineato inoltre che i polipi in quella zona sono piuttosto comuni, per cui si consigliano screening frequenti alle persone che abbiano superato l’età di 50 anni in modo da poter prendere in tempo la patologia prima che si tramuti.

Screening per il cancro al colon: cosa si deve fare

Questo tipo di accertamenti oncologici prevedono di solito diversi step, che passano da un semplice screening ripetuto nel caso di negatività ad esami più specifici nel caso ci sia il sospetto di patologia o sia stata comunque confermata la presenza di polipi.

Uomo si sottopone a degli esami - Fonte AdobeStock
Uomo si sottopone a degli esami – Fonte AdobeStock

Per il tumore del colon sono due gli esami che gli esperti sottopongono più frequentemente al paziente, ovvero il sangue occulto nelle feci e l’esame endoscopico. Il primo, non invasivo, consiste nell’esaminare un campione di feci per riuscire a diagnosticare una neoplasia allo stadio iniziale.

Nel caso di esito positivo si effettua la colonscopia per avere conferma della diagnosi. Con questo tipo di esame infatti si ha una visualizzazione diretta tramite una sonda sottile dotata di telecamera inserita nell’intestino. Se confermata la diagnosi, ovviamente, si procede direttamente con la rimozione dei polipi.