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Tako-tsubo: la sindrome del cuore infranto

La sindrome di Tako-tsubo è stata definita anche “sindrome del cuore infranto” e presenta dei sintomi molto specifici.

Si tratta di una patologia scoperta negli anni ’90 ed è solitamente causata da un evento particolarmente intenso che innalza i livelli di stress.

Uomo con forte dolore al petto - Fonte AdobeStock
Uomo con forte dolore al petto – Fonte AdobeStock

Gli antichi dicevano sempre che una mente sana “dimora” in corpo sano proprio perché avevano già intuito la correlazione tra il benessere mentale e quello fisico. Non a caso l’attuale definizione di salute, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, implica uno stato di benessere sociale, fisico e mentale.

Sulla base di questi presupposti negli anni ’90 è stata individuata nel Giappone degli anni ’90 una patologia molto particolare nota come sindrome di Tako-tsubo, anche della del cuore infranto. Vediamo in particolare di cosa si tratta.

Sindrome di Tako-tsubo, cos’è e da cosa dipende

Negli anni ’90 in Giappone sono stati segnalati numerosi casi di donne di mezza età che presentavano sintomi simili a quelli dell’infarto senza tuttavia avere un vero e proprio danno al muscolo cardiaco.

Sindrome di Tako-tsubo nelle donne - Fonte AdobeStock
Sindrome di Tako-tsubo nelle donne – Fonte AdobeStock

Così è stato coniato il termine sindrome di Tako-tsubo, ovvero una situazione in cui si manifesta un’alterata contrazione del cuore e si riscontrano sintomi come dolore toracico, palpitazioni e difficoltà respiratorie – con una piccolissima percentuale di casi di decesso.

Nonostante la causa esatta non sia ancora stata chiarita del tutto, sembra che sia dovuta ad un’eccessiva stimolazione del muscolo cardiaco da parte dell’adrenalina – solitamente rilasciata dall’organismo in condizioni di stress emotivo (come un lutto o una situazione particolarmente critica). I dati hanno inoltre riscontrato che i soggetti a rischio sono soprattutto le donne, maggiormente soggette a risposte di tipo emotivo nel caso di forti traumi.

Non trattandosi di un vero e proprio infarto, e non essendoci dunque una lesione al muscolo cardiaco, solitamente i pazienti affetti da questa patologia guariscono il 3-4 settimane – si consiglia ovviamente anche un supporto psicologico per sciogliere il problema che ha portato all’insorgenza della sindrome. Solo in casi molto rari, come accennato, si arriva a complicanze gravi come shock cardiogeno o addirittura la morte.