Home » Farmaci scaduti per quanto tempo sono efficaci, fanno male se presi oltre la scadenza

Farmaci scaduti per quanto tempo sono efficaci, fanno male se presi oltre la scadenza

Una questione da valutare con attenzione è quella attinente ai farmaci scaduti. Per quanto tempo si rivelano effettivamente efficaci? Sono sempre da buttare se oltre la data di scadenza?

La questione è delicata, ed è bene che se ne assuma consapevolezza, poiché consumare un farmaco oltre la sua scadenza fa sì che il medesimo arrechi dei danni. Dunque tutto il contrario rispetto all’espletamento della terapia di cui si necessita.

I farmaci scaduti: fanno male? Cosa comporta assumerli dopo la scadenza? – newssalute.it

Per contro, laddove un farmaco che avrebbe ancora tutta la sua efficacia venisse buttato, si registrerebbe uno spreco. Allora come regolarci?

Gli studi compiuti sulla tematica e le avvertenze

Quali gli esiti della ricerca sui farmaci scaduti e i relativi effetti? – newssalute.it

Uno studio condotto negli USA ha svelato come la data di scadenza non segni, per un farmaco, un limite inderogabile, ma soltanto un’altra indicazione: quella della durata minima della piena efficienza del farmaco. In pratica, oltre la data, non vi saranno responsabilità legali assunte dalla casa produttrice.

In base alla ricerca, una maggioranza netta di farmaci riporta i propri effetti integralmente, fino a un anno di distanza dalla scadenza. E, per il 90% dell’efficacia, fino a 5 anni da tale data. Se dalla consistenza secca e solida, i farmaci possono venire consumati anche dopo.

Abbiamo parlato di inefficacia nell’utilizzo come rischio, ma non di rischi connessi direttamente alla salute. Le ricerche scientifiche condotte scongiurano infatti tale casistica, e vi era stato solamente un caso relativo ad un antibiotico non più in uso. La condizione essenziale è però che gli stessi farmaci, per non rivelarsi altresì nocivi, vengano correttamente conservati.

Dunque lontani dalle fonti di calore, in luoghi freschi e asciutti, e con imballaggi integri. Laddove la predetta condizione non si verifichi, e si nutrano dei dubbi, specie in merito a prodotti fluidi, sarebbe meglio decidere di buttarli. Ciò poiché proprio i liquidi possono subire le più gravi alterazioni dovute allo stato di conservazione.

Oltretutto, se un farmaco sia stato per certo a contatto con fonti di calore, questo ha un effetto di deterioramento del principio attivo, e dunque non varrebbe neppure la pena tentare comunque un’assunzione. Sarebbe inefficace e potrebbe addirittura portare dei malori a livello gastrointestinale.