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Allerta miele: bocciato un marchio, contiene troppe impurità

Un noto magazine ha di recente bocciato un marchio di miele bio perché contiene troppe impurità. 

Sono state condotte analisi su ben 19 prodotti disponibili in commercio, e tutti biologici, e quello che è emerso ha davvero dell’incredibile – ovviamente in negativo.

Miele sul pane - Fonte Pixabay
Miele sul pane – Fonte Pixabay

Quando si compra bio solitamente si pensa di poter avere la migliore qualità esistente sul mercato – considerando anche i costi più alti rispetto allo stesso articolo non biologico. Purtroppo però sembra che non sia così, quantomeno per il miele, dal momento che una recente indagine ha rivelato che almeno un marchio in particolare contiene fin troppe impurità (sebbene non derivanti dalla lavorazione in fabbrica).

Miele bio, qual è il marchio peggiore

L’indagine è stata condotta dalla nota rivista tedesca Oko Test, magazine dei consumatori in Germania, il quale ha riscontrato non pochi problemi riguardo il miele di origine biologica. A dispetto dell’etichetta, infatti, sembra proprio che alcuni prodotti sia particolarmente impuri.

Vasetto di miele - Fonte Pixabay
Vasetto di miele – Fonte Pixabay

In particolare è il marchio Langnese che ha maggiormente deluso lettori e rivista, perché contenente un altissimo tasso di fibre vegetali e peli d’ape. Ovviamente una piccola percentuale è tollerabile, dal momento che si tratta di un prodotto di origine naturale e che viene trattato pochissimo durante la successiva lavorazione in fabbrica. Il livello di sporco però in questo caso è a dir poco intollerabile secondo la rivista.

Se la cavano meglio, per fortuna, altri marchi conosciuti in Italia come Maribel bio in vendita presso la Lidl e Gut bio di Aldi – che dunque sono risultati molto meno “sporchi” rispetto a quelli della concorrenza, sebbene, come anticipato, qualche impurità è sempre presente.

Vasetto di miele biologico - Fonte Pixabay
Vasetto di miele biologico – Fonte Pixabay

In ultima battuta vi segnaliamo che, secondo la legge, tanto gli apicoltori quanto i produttori non possono aggiungere alcun tipo di zucchero nella preparazione del miele. Nonostante ciò però in alcuni dei prodotti analizzati sono state ritrovate tracce di dolcificante – in particolare nel miele di fiori di Dennree e nel miele di colza dell’apicoltura Hogler nell’Assia. Prodotti che non sono arrivati in Italia ma che potrebbero essere disponibili nei siti di e-commerce.