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Colesterolo alto, cosa si intende per pericoloso e quando preoccuparsi

A causa dei ritmi di vita completamente sbagliati si parla sempre di più del colesterolo alto di recente, ma non tutti conosco i parametri di riferimento.

È dunque importantissimo capire cosa si intende per pericoloso e quando preoccuparsi leggendo i valori riportati nelle analisi.

Salute del cuore - Fonte AdobeStock
Salute del cuore – Fonte AdobeStock

Purtroppo gli attuali ritmi di vita spesso non ci consentono di seguire regimi alimentari del tutto salutari e ovviamente ne risente il nostro organismo. Si sente parlare sempre più spesso, infatti, di colesterolo e di glicemia – due valori ovviamente condizionati dalle nostre diete. Vediamo dunque quando i livelli del primo diventano preoccupanti e come possiamo correggere il tiro.

Colesterolo: i valori di riferimento

Innanzitutto è importantissimo ricordare che il colesterolo non è necessariamente cattivo e, anzi, è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo (o, meglio, per l’integrità delle nostre membrane cellulari). Non a caso il 70% del colesterolo nel sangue lo produciamo da soli e solo il 30% dipende da ciò che mangiamo.

Colesterolo alto - Fonte AdobeStock
Colesterolo alto – Fonte AdobeStock

Il vero problema nasce quando i livelli diventano troppo alti e il colesterolo si deposita sulle pareti dei vasi sanguigni, provocandone ispessimento e irrigidimento – aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.

Ma quali sono questi livelli allarmanti? Gli esperti dicono che i non si dovrebbe mai superare la soglia dei 200mg/dl, ma il vero e proprio colesterolo alto è identificato al di sopra dei 240mg/dl.

Colesterolo alto: come correre ai ripari

Se, insomma, siete andati a fare le analisi del sangue e avete notato che i livelli di colesterolo sono alti, la prima cosa che dovete fare è ovviamente cambiare regime alimentare.

Alimenti da non assumere - Fonte AdobeStock
Alimenti da non assumere – Fonte AdobeStock

È importantissimo limitare i grassi saturi, presenti soprattutto negli alimenti di origine animale come carni rosse, salumi e formaggi. Ovviamente limitare anche l’assunzione di dolci e di cibi molto lavorati.

Prediligete dunque oli vegetali, pesce, verdura e frutta fresca – l’abbondanza di fibre aiuta a limitare l’assorbimento dei grassi in fase intestinale. In ultima battuta, come sempre, evitate stili di vita troppo sedentari e praticate attività fisica.