Cure

Appena introdotto farmaco per tumore al seno: più efficace della chemio!

Sviluppato un farmaco che consente di tenere sotto controllo l’avanzare del tumore al seno, più efficace della chemio – newssalute.it

Ottime notizie sul fronte delle cure oncologiche, stavolta sul versante del tumore al seno. La ricerca ha infatti individuato un nuovo farmaco basato su un anticorpo specifico che contrasta proprio  il cancro al seno.

La notizia è di per sé sensazionale per il carcinoma mammario, tra i più diffusi al mondo. La ricerca Destiny-Breast si è occupata dello studio che ha condotto alla formulazione dei menzionati risultati.

La ricerca in questione ha individuato un anticorpo che mira a distruggere le cellule tumorali, ma, a differenza della chemioterapia, il processo avviene selettivamente. In altri termini, punta a distruggere solamente le cellule tumorali, e a lasciare intatte quelle sane.  Vediamo i dettagli.

La cura trovata per il tumore al seno

A differenza della chemio, l’impatto sulle cellule sane è ridotto al minimo – newssalute.it

Dallo studio emerge di come l’anticorpo favorirebbe altresì il contrasto alla formazione di recidive tumorali. A proposito dell’anticorpo si tratta, più nel dettaglio, del mononucleale coniugato dal nome scientifico di trastuzumab deruxtecan. Esso è stato sperimentato contro una forma tra le più altamente aggressive di tumore al seno, vale a dire il tipo Her2 positivo metastatico, il quale non è operabile.

Tale forma grave concerne 1 caso su 5 di cancro al seno, e l’anticorpo si è rivelato efficace. Coinvolge di fatto, a livello quasi esclusivo le cellule tumorali, sono poi pochissime le cellule sane accidentalmente coinvolte. In poche parole, si eviteranno tutti quegli effetti debilitanti del fisico e controproducenti della chemio.

Si valuta infatti che l’organismo, nel suo complesso, non subirà danni. Con la cura si ritarderà il tempo di espansione del carcinoma e si potrà così controllare. Il Direttore della Divisione Sviluppo Nuovi Farmaci , dell’Istituto Europeo di Oncologia con sede a Milano, Dott. Giuseppe Curigliano, ha dichiarato sul punto che le pazienti con il grave carcinoma sul quale è stato effettuato il test, dagli esiti positivi, normalmente vanno incontro ad un degenerarsi della malattia in meno di una anno di tempo.

Lo studio è stato riportato sulla rivista Lancet dopo la presentazione al congresso San Antonio Breast Cancer Symposium. Il medesimo ha riguardato 524 donne, parte delle quali sottoposte a trattamento con l’anticorpo mononucleale citato. Il 77,4% delle donne sottoposte ad esso è risultato vivo in seguito a due anni dall’inizio della sperimentazione (che ha riguardato appunto una fase molto avanzata del male). Mentre, nell’altro gruppo, a parità di tempo intercorso, la percentuale ancora viva è equivalsa al 69,9%.

Michele De Luca

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