Salute e Benessere

Allergia al nichel: come riconoscerla e perché non bisogna sottovalutarla

Allergia al nichel – Fonte AdobeStock

Tra le allergie che non devono assolutamente essere sottovalutate c’è quella al nichel, ecco come possiamo riconoscerla.

La reazione del nostro organismo a questa sostanza può provocare moltissimi e diversi sintomi, che a loro volta possono portare conseguenze piuttosto importanti.

Una delle allergie che di recente ha colpito sempre più persone è quella al nichel – che ad oggi riguarda più o meno il 20% della popolazione. Può essere provocata non solo dal contatto cutaneo con gioielli, monete e stoviglie che lo contengono, ma anche da molti alimenti – con una sintomatologia diversa a seconda dunque che si tratti di reazione allergica da contatto o se è stato ingerito.

Non bisogna assolutamente sottovalutare il problema, dal momento che questa sostanza è presente in molti più oggetti e cibidi quelli che crediamo, per cui è bene riconoscere i sintomi e correre ai ripari quanto prima.

Nichel, quali sono gli alimenti e gli oggetti che lo contengono

Come anticipato il nichel è largamente impiegato per oggetti di uso comune ma è anche presente in alcuni insospettabili alimenti che mangiamo ogni giorno. In particolare questa sostanza è impiegata per la produzione di articoli di bigiotteria ma anche accessori come occhiali e cinture, oggetti come pentole e stoviglie e infine anche in saponi e detergenti cosmetici (dove però la sua presenza deve essere necessariamente dichiarata sull’etichetta.

Alimenti e oggetti con nichel – Fonte AdobeStock

Tra gli alimenti invece è noto che il nichel è presente in diversi ortaggi e frutti come pomodori, asparagi e cipolle, nei prodotti da forno lievitati, nel , nella frutta secca e i legumi, nel cacao e persino nel pesce azzurro. Data la sua estrema diffusone è importantissimo poter diagnosticare correttamente l’allergia e provvedere a cambiare regime alimentare – ed eventualmente fare attenzione anche ai gioielli indossati.

I sintomi più comuni comprendono sia sfoghi da contatto, come chiazze rosse e prurito, ma anche fenomeni extra cutanei (se ingerito) come disturbi gastrointestinali, neurologici periferici, urinari e ginecologici. Fortunatamente basta un semplice esame allergologico per poter confermare l’allergia al nichel – solitamente effettuato come patch test (ovvero l’applicazione della sostanza sulla cute del paziente attraverso un cerotto per circa 72 ore).

In caso di esito positivo, come anticipato, sarà necessario eliminare tutti gli oggetti che contengono la sostanza ma anche la sospensione dell’assunzione degli alimenti che lo contengono – da reintrodurre molto lentamente e mai sovrapposti (se mangiamo pomodori, dunque, è bene evitare gli asparagi). Si può inoltre utilizzare un antistaminico per alleviare i sintomi, soprattutto se siamo entrati in contatto con il nichel.

Claudia Anania

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